.
Annunci online

Di tutto di più
DOVE VA L'EUROPA
post pubblicato in Politica, il 20 ottobre 2016
Negli ultimi due anni, causa anche la crisi economica che dal 2008,iniziata negli Stati Uniti,dove più dove meno,ha provocato recessione in vari Paesi europei (in particolare quelli del Sud-Est mediterraneo e l'Irlanda), l'Unione Europea rischia la rottura dell'unità politica- economica. Oltre la sospensione del trattato di Schengen. Alla crisi,le nazioni più ricche come la Germania hanno risposto imponendo una dura politica economica di "austerity"., che ha dato pochi risultati positivi, molte proteste e ha contribuito a creare divisioni.
Un altro serio problema sta provocando scontri tra Nord e Sud Europa: l'esodo biblico di migranti provenienti da paesi poveri,da quelli governati da regimi dittatoriali o dove si combattono guerre civili.Sono aumentate le tensioni con la Russi che sostiene in Siria Assad e bombarda Aleppo dove i morti sono migliaia. C'è chi vorrebbe inasprire le sanzioni e chi cercare di dialogare. Se la politica estera europea è frammentata, a prescindere dagli interessi di parte, il ministro Mogherini che dovrebbe guidarla,non ha la capacità politica per farlo.
Caduto il muro di Berlino nel 1989,lsi stanno costruendo nuovi muri e reticolati con ferro spinato per fermare milioni di disperati. Vertici di capi di Stato, di governo,di ministri degli Esteri si susseguono senza raggiungere alcun accordo concreto. Unica risoluzione "geniale" dare 3 milioni di euro alla Turchia,dove Erdogan ha instaurato una feroce dittatura, per fermare i migranti sul proprio territorio. E la Merkel è andata ad Istanbul a <<ringraziare>>.
La Grecia e l'Italia sono al collasso per il continuo afflusso di migranti. Il Mediterraneo è diventato un cimitero. Quello che più meraviglia,se si ricorda la Storia, ci si rende conto che a costruire muri sono quelle nazioni i cui cittadini hanno vissuto l'esperienza della dominazione nazista prima e del comunismo sovietico dopo.
Polonia,Ungheria,area baltica,ex Jugoslavia, Berlino Est.  Basta pensare ai tentativi di rivolta a Budapest nel 1956 e alla <<primavera>> di Praga dodici anni dopo, soffocati dai carri armati russi in un bagno di sangue. O ai tanti tentativi di fuga falliti sul muro di Berlino.
Anche Francia,Belgio,Danimarca,Olanda, paesi occupati da Hitler,dove si sono stabilite pacificamente da anni etnie di varia provenienza, respingono i poveri del Terzo mondo. Il Regno Unito che non ha mai aderito all'euro è uscito dall'Unione Europea. Tra i 19 componenti rimasti altri minacciano di farlo,mentre avanzano i partiti xenofobi e filo-nazisti
 E' colpa della crisi economica o risorgono i nazionalismi,causa di due guerre mondiali? La storia non insegna mai nulla,anzi si ripete secondo i corsi e ricorsi storici di Vichiana memoria..
E' svanito il sogno di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi. Non c'è più lo spirito unitario dei <<padri fondatori>>. Adenahuer,De Gasperi,Spaak,Schumann costituirono i primi organismi comunitari e scelsero come sede del Parlamento europeo Strasburgo,capoluogo dell'Alsazia- Lorena per secoli regione contesa tra Francia e Germania,città simbolo di pace e di unione politica non solo economica. A marzo 2017 si celebreranno a Roma i 60 anni dalla firma del primo Trattato. Saranno presenti i rappresentanti dei 19 Paesi?
Lara Dalessandri.
PD,IL PALLONE INTRIBUNA E IL RACCATTAPALLE
post pubblicato in Politica, il 17 ottobre 2016
RENZI ha buttato il pallone in tribuna e la Sinistra del PD ha designato Gianni Cuperlo a fare il raccattapalle. La sinistra è un pò brutale ma forse piacerà a Bersani appassionato di metafore. E piacerà anche a Renzi, che predilige quello sportivo per denigrare chi dissente da lui.
Perciò potremmo anche dire,per farlo ancor più contento, che la sinistra ha <<abbassato l'asticella>>, a differenza dell'olimpionico saltatore Sergey Bubka, il quale ,come il fantasioso segretario del Pd, ha ricordato lunedi alla plaudente Direzione,via via la alzava per battere i record e i competitori. Non si può rappresentare diversamente l'accettazione - da parte di Bersani,Speranza, Cuperlo e compagni - dell'invito rivolto loro da Renzi a designare un rappresentante (Cuperlo,perl l'appunto) nella Commissione PD che dovrebbe intavolare con gli altri partiti (M5s compreso) una trattativa su alcune eventuali ed ipotetiche modifiche da apportare ( ma solo dopo il referendum !) alla legge elettorale Italicum in cambio del sì alla riforma della Costituzione.
Insomma la sinistra del PD, quando è il momento di "fare la sinistra", viene abbagliata dal richiamo all'unità della <<ditta>>. Eppure è lampante che la dichiarata disponibilità del titolare di quella"ditta" a cambiare quella legge elettorale che aveva definito " la migliore d'Europa, che gli altri paesi ci copieranno"" è un modo per perdere tempo, in attesa del 4 dicembre. Co due obiettivi: o guadagnare direttamente del sì a buon mercato o guadagnarli indirettamente mettendo alla gogna la sinistra del suo partito, come ha già fatto 24 ore dopo la riunione della Direzione: "Se non si fidano di me votino no", ha detto con tono di sfida. Nel frattempo continua ad interpretare il ruolo del paladino anti-austerità sul teatrino di Bruxelles. Per presentarsi all'incasso alle urne italiane.


                                                                 Ennio Simeone dal Quotidiano del Sud.
Dalla"Passione" alla Resurrezione"
post pubblicato in Politica, il 5 settembre 2016
Questo è il titolo del nuovo film che Mel Gibson, come ha dichiarato, vuole girare a Matera. Questo titolo sembra adattarsi benissimo alla politica nazionale italiana e regionale lucana. I vecchi partiti sono scomparsi hanno perduto i valori tradizionali e gli ideali. Nei nuovi è una guerra di tutti contro tutti....
continua
TRASPORTO PUBBLICO IN BASILICATA: UN DISASTRO
post pubblicato in diario, il 11 agosto 2016
Il trasporto pubblico urbano nel capoluogo di regione non è migliorato con la nuova gestione. E' vero il proverbio"si stava meglio quando si stava peggio". La nuova ditta segue per orari e percorsi le stesse modalità adottate negli ultimi mesi da Cotrab. Sette le linee urbane che tra giri e girotondi vari,oltre al solito rondò di piazza Vittorio Emanuele, percorrono solo una determinata area. A esempio circolare Macchia Romana, circolare Rossellino e via di seguito. Con la precedente gestione alcune linee collegavano due rioni oltre ad esserci alcuni autobus che dalle contrade raggiungevano il centro storico.
A quanto pare queste non ci sono più. Con i nuovi percorsi, in alcune strade transitano più mezzi pubblici,in altre nessuno. Per cui i poveri utenti,oltre a soffrire di capogiri,sono costretti a prendere almeno due mezzi diversi se devono andare in altri luoghi non presenti nell'itinerario di questa piuttosto che di quell'altra linea. Pochi gli utenti a bordo, molti non pagano il ticket e chi vuole farlo trova le obliteratrici rotte. Non ci sono controlli. A pagare sarà il Comune, a spese dei cittadini, come previsto dal contratto.
Altra chicca per cui chi ha ideato tutto il piano di trasporto pubblico meriterebbe il premio Nobel: gli orari di partenza dal capolinea - si fa per dire visto che è difficile capire se esiste - sono gli stessi per tutte e sette le corse.Ogni mezz'ora la mattina,ogni ora il pomeriggio. Chi deve fare un cambio di autobus deve solo pregare la Provvidenza che il caotico traffico cittadino faccia ritardare il secondo altrimenti dovrà aspettare la prossima corsa. Inutile raccontare i problemi annessi e connessi alle due gestioni. Quasi ogni giorno si possono leggere sul "Quotidiano del Sud".
Meglio lasciar perdere l'irrisolto problema degli autobus extra urbani che continuano a fare il giro della città rallentando e congestionando ancora di più quello delle auto,aggravato dalla mancanza di semafori e dall'assenza costante di vigili urbani nei pressi degl'incroci più pericolosi. Gli automobilisti guidano - si fa per dire - ignorando le regole più semplici del codice stradale. Potenza,dicono, è l'unica città dove non ci sono semafori. Per due volte sono stati collocati,ma mai <<entrati in funzione>> fino a quando non sono caduti arruginiti. Due anni fa,in centro storico, fu installato lo ZTL. Poco dopo, per le proteste dei commercianti, sono stati bloccati. A loro dire non avevano clienti  causa limitazione traffico. I veri motivi sono di altra natura: merce cara e poco appetibile. Anche gli ZTL  finiranno come i semafori. Solo miliardi sprecati come quelli per lo pseudo terminal dei bus extra urbani in viale del Basento che ha ristretto e reso più pericolosa la strada. Perchè non si è pensato di utilizzare il grande parking,vuoto ed ora chiuso, che si trova sotto il ponte attrezzato di Santa Lucia? ( ovvero scale mobili).
Da Perugia fu mutuata la buona idea delle scale mobili,ma gli amministratori dell'epoca forse non notarono o non vollero notare il vicino mega parcheggio nè videro che il centro storico era rigorosamente chiuso per ogni mezzo.
Lara Dalessandri. 
UN CONSIGLIO (NON RICHIESTO) A RENZI E BERSANI
post pubblicato in diario, il 1 luglio 2016
I lettori che hanno la pazienza e la cortesia di onorare della loro considerazione i commenti che il sottoscritto di tanto in tanto sottopone alla loro riflessione sanno bene da quanta simpatia per il segretario-presidente Renzi siano ispirati. Tuttavia sentiamo il dovere di dargli - in vista della riunione della Direzione del Pd dedicata ad un'analisi dei risultati elettorali - un modesto consiglio.
Tuttavia sentiano il dovere di dargli - in vista della riunione del della Direzione del Pd dedicata ad una analisi dei risultati elettorali - un modesto consiglio. Per carità, è nota la sua idiosincrasia per i suggerimenti altrui, anche quando da lui richiesti. Figurarsi per quelli non richiesti! Tuttavia ci proviamo.
Il consiglio riguarda la data del referendum confermativo della riforma costituzionale. Prima Renzi aveva lasciato intendere,poi ha detto esplicitamente che preferirebbe indirlo non più per la metà di ottobre, come aveva prospettato in un primo momento,ma per domenica 2 ottobre. Per quale motivo? perchè la Corte Costituzionale il 4 ottobre esaminerà la nuova legge elettorale Italicum, strettamente connessa alla riforma del parlamento, che rientra nei quesiti referendari, e dovrebbe pronunciarsi sulla incompatibilità di alcune norme di quella legge con le regole della Costituzione.Il suo timore è che una eventuale e non improbabile bocciatura dell'Italicum si rifletterebbe negativamente su di lui e, di riflesso, anche sull'esito del referendum istituzionale.
E poichè Renzi ha legato - del tutto impropriamente,ma lo ha fatto - il suo futuro politico proprio all'esito di quel referendum, rischierebbe di dover fare le valige e tornare a Pontassieve. Insistere sulla data del 2 ottobre non gli gioverebbe per due motivi perchè commetterebbe uno sgarbo istituzionale nei riguardi della Consulta e svelerebbe il vero motivo di quello sgarbo: evitare che gl'italiani vadano a votare al referendum su una legge scritta dallo stesso governo che ha partorito la riforma elettorale bocciata dalla Corte. Pezo el taccon del buso, come dicono in Trentino,peggio la toppa che il buco. Ci pensi,egregio segretario-presidente ( presidente -segretario, se preferisce)
Un consiglio,però, vorremmo darlo anche a Bersani. che quando appare in Tv ha l'abilità di suscitare al tempo stesso tenerezza e irritazione.  La smetta di andare in televisione per recitare metafore per giustificare il voto che ha dato in parlamento ( e molti altri come lui) a favore di quel pasticcio normativo che va sotto l'etichetta di riforma della Costituzione.
Dichiari limpidamente di averlo fatto per disciplina di partito, per amore della "ditta",ma non abbia remore nel dire apertamente ciò che pensa e che si intuisce dai suoi contorti e balbettanti ragionamenti, e cioè che quella riforma è un disastro per l'Italia.,è un inganno, è uno stravolgimento della logica prima ancora che della Costituzione e che va bocciata nell'interesse dell'Italia. Riconoscere gli errori e correggerli non è mai disonorevole. Disonorevole è tentare di annegarli in penose contorsioni dialettiche.
Liberandosene, renderà un buon servizio al suo paese e darà coraggio anche a persone come Benigni e Cacciari,che sono venute a trovarsi nella sua stessa situazione, anche se,forse, per motivi meno nobili dei suoi.
Ennio Simeone dal Quotidiano del Sud. 
LA FESTA DELLA DISUGUAGLIANZA
post pubblicato in Politica, il 21 giugno 2016
IL CAPO del governo ( nella sua veste abbinata,o sottoveste, di capo del PD) ha inventato per il 16 giugno  - penultima data consentita per manifestazioni di chiusura della campagna elettorale alla vigilia dei ballottaggi in molti e importanti comuni - la " Festa dell'Imu".
Perchè quella data? Una mossa elettorale? per carità, sono cose che non rientrano nelle tecniche di persuasione di massa di Matteo Renzi.
E' un'idea suggerita dal'Istat,l'istituto nazionale di statistica specializzatosi,da un paio d'anni a questa parte, nel fornire dati economici double face: per esempio, se la disoccupazione aumenta rispetto al mese precedente,ne dà contemporaneamente un altro riferito al trimestre precedente da cui risulta che la disoccupazione diminuisce; oppure,se c'è un dato da cui risulta che i consumi delle famiglie calano rispetto all'anno precedente, eccone un altro da cui risulta che sono saliti rispetto al mese scorso, e così via bilanciando.
Con l'ultima ( o forse la penultima) notizia double face l'Istat ci informava che la famosa data virtuale ( invenzione bislacca) in cui gli italiani ogni anno " smettono di lavorare per il fisco" (cioè il reddito percepito fino a quel momento è l'equivalente di ciò che pagano in tasse per un anno ) cadeva quest'anno il 16 giugno.Che è stato subito ribattezzato da Renzi - con quella fantasia propagandistica in cui è davvero maestro, tanto da avere largamente superato Berlusconi - "No tax day" ( in inglese le fregature si digeriscono meglio, come jobs act), poi tradotto in versione casereccia "Festa dell'Imu",perchè il 16 giugno è anche il giorno di scadenza dell'Imu.
Evento che Renzi aveva in un primo momento intitolato "Funerale dell'Imu",per celebrare l'ultima volta che si paga l'Imu sulla prima casa.
Ma il guru della comunicazione, che lui ha appositamente ingaggiato negli Stati Uniti,lo ha dissuaso: alla vigilia di un ballottaggio meglio evitare la parola funerale, meglio festa.
E allora ecco la parola d'ordine di Renzi al suo partito: organizzare per il 16 giugno la "Festa dell'Imu" in mille piazze italiane. Ed è così che oggi il Partito democratico celebra l'abolizione della tassa sulla prima casa per tutti,senza distinzioni: ricchi e poveri, manager con stipendi da 1 milione al mese come pensionati da 400 euro.
Il modo migliore per celebrare l'uguaglianza aumentando le disuguaglianze.E' il cambiamento bellezza! Non sarebbe il caso,ora,di cominciare a pensare come cambiare anche il nome di quel partito?
Ennio Simeone dal Quotidiano del Sud. 

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. tasse renzi guru pd. 16 gigno festa dell'imu

permalink | inviato da laressi il 21/6/2016 alle 13:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Maria Elena,Aristotele e il Sillogismo
post pubblicato in Cultura, il 16 maggio 2016
Aristotele definì il Sillogismo categorico la forma di argomentazione logica costituita da tre proposizioni concatenate tra loro in modo tale che dalle prime due si potesse dedurre una conclusione. E faceva il seguente esempio; <<Tutti gli uomini sono mortali,tutti i Greci sono uomini,quindi tutti i Greci sono mortali>>. La ministra Boschi,ancora fresca di studi liceali, si è appellata ( pur senza nominarlo) al grande filosofo greco vissuto oltre trecento anni prima di Cristo, per giustificare la frase con cui ha bollato come "amici di Casa Pound" (il movimento estremista di destra noto per le sue spedizioni punitive) contro coloro che hanno annunciato di votare NO al referendum sulla riforma costituzionale, al cui esito Renzi dice di volere legare il suo futuro politico.
E all'inutilmente raffinato Gianni Cuperlo, esponente della sinistra Pd,,che nella riunione della Direzione del partito le chiedeva di scusarsi per quella frase pesantemente offensiva, Maria Elena ha candidamente risposto che la sua era una semplice constatazione in risposta a chi accusa la maggioranza del Pd di essere amica di Verdini. Cioè ha applicato il seguente sillogismo: Gli aderenti a Casa Pound votano NO al referendum, la sinistra vota No al referendum, la sinistra è amica di Casa Pound. Naturalmente se si applicasse a lei lo stesso sillogismo si potrebbe dire; Gli amici di Verdini voteranno sì al referenum, la Boschi voterà si al referendum, la Boschi è amica di Verdini.
Ma questo non c'è bisogno di Aristotele per dimostrarlo.

Ennio Simeone dla Quotidiano del Sud.
L'INCHIESTA LA FRETTA E IL SILENZIO DI DE FILIPPO
post pubblicato in diario, il 22 aprile 2016
COMINCIA a serpeggiare un diffuso disagio per le indagini dei magistrati potentini. Il primo a dare segnali di impazienza è stato proprio il presidente matteo Renzi,che giorni fa ha sfoderato la scimitarra contro toghe e giornalisti........
continua
LA VITTORIA DI PIRRO
post pubblicato in Politica, il 19 aprile 2016
Quella che per Renzi è una vittoria,richiama alla mente la famosa vittoria di Pirro contro i romani ad Eraclea,città della Magna Grecia, che,strana coincidenza, era vicino allo Jonio nella regione che ora si chiama Basilicata.
Pirro vinse perchè i romani,che non avevano mai visto gli elefanti, fuggirono. Superata la paura,vinsero la guerra e costrinsero Pirro a ritornarsene in Epiro. Il referendum contro le trivelle non ha raggiunto il quorum così come auspicato dal presidente del Consiglio e dai suoi amici che hanno convinto tanti cittadini ad astenersi. Hanno votato,però, 16 milioni di italiani e a scrutinio terminato i <<SI>> hanno superato l'80% delle preferenze. Senza interferenze di politici, TV e stampa al seguito non si sarebbero sprecati 300 milioni di euro.
Una battaglia è stata vinta, ma a giugno si terranno le elezioni amministrative e ad ottobre un altro referendum per il quale non è necessario il quorum, sulle leggi (anti) costituzionali approvate e quei 16 milioni di voti peseranno. Renzi ne è consapevole,ha paura anche se continua ad essere arrogante e presuntuoso. Per non parlare della sua ignoranza non solo in geografia e delle tante gaffe che fanno ridere tutti.
La Basilicata è stata l'unica regione che ha superato ampiamente il quorum,seguita dalla Puglia con oltre il 40%. I lucani da anni stanno sperimentando le conseguenze delle trivellazioni in terraferma e delle truffe che vedono coinvolti politici,petrolieri,colletti bianchi. Esaminando i dati del referendum,bisogna evidenziare una strana anomalia.
In Val d'Agri,l'area più devastata ed inquinata, dove gli abitanti protestano per i fumi, l'odore nauseabondo, l'aumento delle malattie, ha votato poco più del 21/% della popolazione. Perchè?
paura di perdere royalty, fino ad ora sprecate in opere inutili o incompiute? oppure hanno pensato ai posti di lavoro? Ma le royalty stanno diminuendo perchè il prezzo del petrolio va sempre più giù e gli addetti stabilizzati al Cova non corrispondo alle cifre indicate. Ci sono varie ditte esternalizzate che spesso si alternano e la maggior parte dei tecnici proviene da altre regioni in quanto in loco mancano le professionalità richieste.
Il referendum non era inutile,il petrolio provoca danni. L'ultima dimostrazione si è avuta a Genova con la rottura di un oleodotto che sta provocando un vero disastro ambientale. Più di qualcuno dovrebbe recitare il <<mea culpa>> per non essere andato a votare.
Lara Dalessandri.




permalink | inviato da laressi il 19/4/2016 alle 10:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
QUESTIONE MORALE E CORRUZIONE
post pubblicato in Politica, il 1 aprile 2016
Il primo a parlare di questione morale in politica fu Enrico Berlinguer nella famosa intervista a Scalfari del 1981, attirandosi critiche anche all'interno del suo partito dal famoso <> Napolitano e Macaluso>>......
continua
settembre       
calendario
cerca